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Castagneto Carducci

Castagneto Carducci

«La cospicua e celebre famiglia dei Gherardesca, che nei fasti della Pisana Repubblica tiene un posto così luminoso, e che nelle sue grandi sventure offerse immortale subietto alla divina musa di Dante, perduto il dominio di Pisa restò nondimeno padrona di vasto territorio e di forti castella. Molte erano queste, ma per vari avvenimenti restarono in diversi tempi smembrate. Una porzione dell'antica Contea forma il territorio della Comunità di cui è capoluogo Castagneto, in passato Gherardesca. Nel recinto dell'antica rocca, costruita nel 1347 ed ora demolita, trovasi il palazzo dei Conti, cui è annessa la Parrocchia. Molte sono le abitazioni formanti l'attual Castello, ingrandito con un grosso borgo.»

(Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana granducale (1856)

 

Il territorio comunale di Castagneto Carducci è nel cuore dell'Alta Maremma o Maremma Settentrionale, storicamente conosciuta come Maremma Pisana (detta oggi anche Maremma Livornese), al centro della cosiddetta costa degli Etruschi. Il territorio è pianeggiante lungo la costa, dove peraltro si trova l'importante riserva faunistica di Bolgheri, mentre si innalza nell'entroterra. La fascia costiera si affaccia sul Mar Ligure ed è caratterizzata da vaste pinete, impiantate a seguito delle bonifiche effettuate nel XIX secolo al fine di proteggere i retrostanti terreni agricoli.

Il castello medievale, assieme alla chiesa di San Lorenzo, costituiscono il nucleo originario dell'abitato. La storia del borgo, al pari di quella di altri centri dell'antica Maremma pisana, è legata alle vicende della famiglia Della Gherardesca, un legame non sempre pacifico tra questo territorio e la nobile prosapia, difficili rapporti che nel corso dei secoli hanno visto la popolazione castagnetana lottare per i propri diritti di comunità indipendente e per la conquista degli usi civici.

Nel 754, il nobile longobardo Wilfrid, poi divenuto santo San Walfredo, capostipite della famiglia Della Gherardesca, aveva moltissimi possedimenti in Maremma e quando decise di farsi monaco benedettino e fondare il Monastero di San Pietro in Palazzuolo, a Monteverdi Marittimo, donò quelle sue proprietà al monastero medesimo; tra queste erano compresi Castagneto e altri territori limitrofi. Le donazioni come questa e consimili, secondo lo storico Lopes-Pegna, servivano alla nobiltà longobarda al fine di tutelarsi dalle pretese patrimoniali dei Franchi, nuovi sopraggiunti signori d'Italia, mettendo così al riparo i loro possedimenti e legando i loro interessi a quelli della Chiesa. Il cognome della famiglia Della Gherardesca ha per patronimico un Gherardo, Signore di Pisa e Volterra, vivente nel X secolo che si impossessò di varie terre nella Maremma, dove esercitava il ruolo di vicario della Repubblica marinara di Pisa, divenendo signore del castello di Donoratico e dei suoi possedimenti tra i quali Castagneto, BolgheriBibbonaCasaleMontescudaio.

I legami tra la famiglia Della Gherardesca e Castagneto proseguirono per tutta l'epoca medioevale; nel 1161Federico il Barbarossa ufficializzò la proprietà di Castagnetum ai Gherardesca.

Nel 1161, il più antico conte di Castagneto Tedice viene ricordato in una lite con l'abate del monastero di San Pietro al Palazzuolo di Monteverdi. Emanuele Repetti ricorda nel suo Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana: "Fra i nomi dei conti ivi rammentati trovasi quel Tedice di Ugo che fu Potestà di Pisa nel 1186 e 1192, inviato nel 1198 a Costantinopoli ambasciatore all'imperatore Alessio Alessio III Angelo. (ARCH. dei CC. della GHERARDESCA)".

Sulla fine del XII secoloEnrico VI di Svevia donò i castelli intorno a Castagneto, oltre a quelli Bibbona, Biserno, Campiglia e Vignale, alla città di Pisa come riconoscimento per l'aiuto dato all'imperatore nel conquistare territori dell'Italia meridionale; pertanto, i signori Della Gherardesca poterono godere dello status di capitano di giustizia ovvero un potere assoluto su questi territori.

Il castello di Castagneto venne più volte attaccato tra il 1300 e il 1334 dai Gherardesca di Biserno, come conseguenza di lotte intestine tra i vari rami della famiglia; durante le guerre tra Pisani e Fiorentini i castelli di Castagneto e Bolgheri subirono danneggiamenti.

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